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iPhone in Italia: parola di Repubblica

A grandi linee l’accordo si incardina nei seguenti punti.
1) Sul mercato italiano non arriveranno i vecchi iPhone 2G ma direttamente i nuovi, di terza generazione: degli iPhone Umts che sfrutteranno al meglio il forte sviluppo delle reti mobili italiane a banda larga.

2) L’accordo con Telecom Italia non si baserà sulla ‘revenue sharing’: niente più percentuali sul traffico ma un prezzo di vendita più alto. E non di poco.
3) Infine, non un accordo di esclusiva con Telecom Italia, ma un vantaggio di alcuni mesi accordato al gruppo di Franco Bernabè. Un vantaggio che è già nei fatti: il sistema Telecom è già in sostanza pronto ad accogliere nella sua rete, tecnologica e di vendita, l’iPhone. Un secondo operatore, partendo ora, una volta ufficializzato che gli iPhone italiani non saranno esclusiva di Tim, avrà comunque bisogno di tempo, Andando fuori dal generico: Vodafone o H3g, probabilmente i primi operatori a beneficiare della mancanza di esclusiva, dovranno correre se vorranno fare in tempo a portare i loro eventuali iPhone sul mercato per la campagna del prossimo Natale. Per l’estate 2008 ci sarà comunque solo Tim.

La capacità di iPhone di fare mercato è innegabile. Circolano numeri impressionanti. Per esempio, dagli Usa, il primo mercato in cui Jobs ha lanciato il suo cellulare circa un anno fa, risulta che At&t abbia venduto già 3milioni di terminali, un milione dei quali solo nell’ultimo trimestre. Ma ancora più impressionante è il dato secondo cui poco meno della metà di questi 3 milioni di iPhone At&t in circolazione siano stati attivati da nuovi utenti, utenti che hanno lasciato il loro precedente operatore per passare ad At&t proprio per avere un iPhone.

L’iPhone non è un telefonino a banda larga. Va ancora bene per mercati in cui la banda larga mobile non è ancora molto sviluppata. Come gli Stati Uniti. E, in Europa, praticamente tutti tranne l’Italia. La quota di utenti Umts sul totale del maggiore operatore in ogni mercato europeo è chiara: sono il 20% in Francia, il 18% in Gran Bretagna, solo il 15% in Spagna. Ma il 44% in Italia: quasi uno su due.
In mercati ancora poco sviluppati da questo punto di vista l’iPhone ha soprattutto portato in dote agli operatori un forte aumento della navigazione. Cosa tanto più notevole in mercati ancora molto legati al traffico voce, come quello Usa. La sua facilità di uso, sia per navigare, sia per acquistare prodotti pregiati come musica e video grazie alla sinergia con iTunes, ne ha fatto uno splendido strumento per iniziare gli utenti alla Internet mobile. Ma con il passaggio al mondo 3G le cose si complicano. E la concorrenza aumenta.

Update. I primi ad avere l’iphone senza il blocco per il carrier: ecco come ci vedono all’estero justanotheriphonblog.

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